Perché il cibo ha bisogno del design

Dal 2015, con l’Expo italiano dedicata al cibo e la sempre più frequente presenza di programmi culinari in televisione, le figure dello chef e della tavola sono state rilanciate. 

Tuttavia solo negli ultimi anni si sta dando importanza a quello che è tutto il processo culinario di produzione, consumo e smaltimento. Tanto che oggi possiamo dire che il cibo abbia bisogno più che mai del design.

Ecco allora che si parla di food design, che non è solo una riflessione estetica: è un insieme eterogeneo di prodotti, problematiche e necessità che stanno a cavallo fra ambiti di conoscenza diversi. 

Astrid Luglio e Anna Perugini, ad esempio, con Camere olfattive e Quanto basta dimostrano l’importanza dell’atto alimentare. Più che un oggetto, progettano un gesto: l’assaggio dell’aceto balsamico e la dosatura dell’olio d’oliva, due prodotti tipicamente italiani. La loro operazione si tratta di una traduzione di gesti della tradizione in oggetti.

Camere olfattive - Astrid Luglio
Quanto basta - Anna Perugini

Too good to go è invece un’app waste warrior che opera nel settore dello smaltimento, o meglio, contro lo smaltimento non necessario del cibo. Basti pensare che ogni anno solamente in Italia vengono gettate 20 milioni di tonnellate di cibo: uno spreco enorme. Too good to go combatte proprio questa realtà, mettendo in vendita a prezzo scontato i prodotti ancora freschi che a fine giornata finirebbero però nella pattumiera.

Tutto questo con un duplice beneficio: una riduzione dei rifiuti da parte dei commercianti e un netto risparmio economico da parte dei clienti che acquistano. 

Altro modo di ripensare il rapporto con il cibo verso un consumo più consapevole è Foorban: il primo ristorante digitale nato a Milano nel 2016 e il primo food delivery a controllare tutto il processo, dalla produzione alla consegna. Seguendo i principi di stagionalità e disponibilità, Foorban vuole portare a casa di tutti non più solo pizza e burger, ma piatti sani e gustosi per un’esperienza d’alto livello pensata nei minimi dettagli: tutto, alla portata del consumatore urbano.

Vediamo allora come la sfera del food design sia incredibilmente ampia: non si parla solamente di oggetti da portare in tavola, ma di un vero e proprio modo di pensare. 

Noi crediamo che siano proprio queste contaminazioni tra cultura e progetto a generare le idee migliori: il design non è un gesto meramente estetico ma è studio, ricerca ed unione tra tradizione ed innovazione. 

Photo Credit:  camereolfattive.com, namecodesign.it, toogoodtogo.it, foorban.com 

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