Breaking boundaries

Come Nicole Carrasco ripensa il rapporto tra designer e customer, una progettazione mirata più al consumatore reale e meno verso all’individuo della società di massa

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

Mai quanto oggi abbiamo sentito l’eco di questa frase. Era il 1999 quanto Tyler Durden ripeteva queste parole al protagonista senza nome in Fight Club. 

Oggi, a distanza di 21 anni e grazie all’esperienza del lockdown, abbiamo avuto occasione di riflettere sulla relazione con noi stessi e i nostri oggetti. Ora ci domandiamo: ciò che possediamo rappresenta davvero ciò che vogliamo?

Soprattutto nell’ambito della moda ogni anno siamo posti di fronte a seasonal trends, ovvero tendenze passeggere che ci costringono a scegliere un certo modo di vestire piuttosto che un altro e, di conseguenza, a cestinare regolarmente i capi delle stagioni passate.
Oggi più che mai, questo modus operandi non è sostenibile.

Event Savó, in occasione della MFW2020, presenta la collezione della stilista emergente Nicole Carrasco, il cui processo creativo nasce proprio dalla volontà di sorpassare le dinamiche dei seasonal trends, a favore di una progettazione legata alla emotività dell’individuo.

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Nicole fonde nella sua persona tre culture: messicana, italiana e statunitense. Nelle sue collezioni emergono infatti l’eleganza della sartoria italiana, i colori tipici della moda messicana e le influenze punk anni Ottanta statunitensi. Ma ciò che più ci ha appassionato è l’attenzione nei riguardi del cliente. 

Nel suo processo creativo abbiamo subito visto una possibile correlazione con Ettore Sottsass, personalità emblematica che non ha bisogno di spiegazioni: una somiglianza formale e di pensiero poi confermata da Nicole stessa. 

Sottsass as part of the controdesign movement believed that the object itself is not only the one produced by the industry, it takes form and meaning in the moment it interacts with the buyer, and so the design starts when we give visual, physical and emotional meaning. I guess this is mainly what I do in my collections.

 

Sottsass, proprio come Nicole, pone l’emozione prima della funzione. Il design secondo lui è un metodo di discussione e non segue regole precise, bensì è instabile e porta alla riflessione chi lo guarda. 

Un esempio sono le superbox, armadi monoliti, oppure la libreria Carlton, un totem antropomorfo dai colori vivaci, un tipo di arredo insolito che ci fa porre domande, perché questi colori? perché queste forme? Come funzionerà? un design capace di movere, docere et delectare.

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Carlton-Ettore-Sottsass

 

Così anche la giovane stilista, capace con il suo lavoro di superare le costrizioni di mode e trends, a favore di una riscoperta dell’abito e della relazione che abbiamo con esso. 

Capi modificabili a piacere dal cliente stesso, grazie ad elastici da allentare o stringere. Una esperienza diversa da quella che ci viene generalmente proposta ma da cui abbiamo molto da imparare.

Nicole ci propone un esempio di moda sostenibile, verso capi senza tempo che rispecchino i nostri gusti e bisogni. La difficoltà sta proprio in questo, conoscerci. 

Ne saremo capaci? Noi crediamo di si. 

Photo Credit:  Nicole Carrasco

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